In questo capitolo del sito vorrei parlarvi della danza, della mia esperienza con la danza e di cosa penso a riguardo, evitando di dare delle nozioni sui vari stili.
Comunemente chiamiamo questa "danza del ventre", ma non è del tutto esatto chiamarla così.
La danza del ventre è una delle possibilità che abbiamo per interpretare questa danza che invece io chiamerei "danza orientale".
Il mondo arabo è diviso in tanti stati ed è veramente vasto, come anche i dialetti che variano molto da regione a regione, abbiamo una grande varietà di danze tipiche, folkoristiche in ogni paese diverso. Ogni luogo ha il suo modo di interpretare la danza ed inoltre ha la sua specialità. Per questa ragione, esistono tanti tipi di danza da poter elaborare ed è quindi più chiaro se chiamiamo questo insieme di diverse tipologie con il nome "danze orientali".
Inoltre la stessa danza classica egiziana, o raqs sharqui, può essere eseguita con l'abbinamento a diversi accesori, il candelabro, il bastone (tipico dello stile Saidi), i cimbali, le ali di iside, il velo, la spada, le candele, gli incensi. Ogni accessorio usato ha un suo significato ed a volte fa parte di un rituale ben preciso che può essere di fertilià, di prosperità, di purificazione.
Non dimentichiamoci che la danza orientale è molto legata al culto della madre terra ed alla figura femminile come forza creatrice.
L'energia femminile che, in altre culture è chiamata anche "Kundalini", è dovuta alla forza generativa di ogni donna, alla magia della gravidanza che fa del ventre della donna la prima casa di ogni essere umano che viene al mondo, accogliendolo, nutrendolo e amandolo fino alla nascita.
E' per questo che la danza orientale è insita nella donna, infatti si lavora molto sul chakra del bacino, sulla colonna vertebrale e sull'osso sacro, punti nevralgici della nostra energia.
Quando le donne mi dicono: "io non sono portata, mi sento un blocco", rispondo sempre che in ogni donna c'è questa danza, proprio a livello inconscio, di sicuro c'è chi è più portato fisicamente, ma molto del lavoro di una danzatrice viene fatto a livello mentale. Di solito in chi dice di non essere portata mi piace lavorare soprattutto a livello spirituale e mentale. Innanzi tutto non dobbiamo pensare a chi ci sta intorno o ci guarda, in tal caso ci bloccheremmo a priori. Quando danziamo lo facciamo per noi stesse o ad un livello più alto, per trasmettere qualcosa agli altri. Ognuna di noi dà qualcosa di diverso ed è bello vedere come ognuno può esprimersi e dare ciò che ha dentro. La danza, il movimento del corpo, è un linguaggio di comunicazione, è un'ulteriore possibilità che ha l'uomo di confrontarsi in maniera pura e creativa. Poco importa se il bacino non si muove proprio come vogliamo o le braccia non seguono il movimento ondulatorio desiderato. Danzare è dare, dare una parte della nostra anima, del nostro vissuto e per far ciò dobbiamo liberarci da ogni costrizione mentale. Dobbiamo amare il nostro corpo in ogni parte, perché esso diventa la nostra parola, il mezzo con il quale comunichiamo.
Le possibilità che ha il nostro corpo di esprimersi sono tante.
Tecnicamente ci sono due tipi di movimenti, quelli ondulatori, morbidi, tipo i cerchi, gli otto, le circonduzioni, che di solito seguono la melodia della musica che interpretiamo, e quelli che invece seguono il ritmo, gli ancheggi, gli hip, i drop, etc.
Non si devono necessariamente esprimere sentimenti "positivi", si può esprimere anche rabbia, dolore, rammarico, collera.
Per ciò, la danza orientale diventa anche una terapia, liberandoci e sgombrando la nostra mente da sentimenti che a volte si sedimentano dentro di noi e che se non ascoltiamo e se non liberiamo continuano ad evolversi.
Una delle componenti fondamentali della danza orientale è la musica.
Con i passi di questa danza e le possibilità di movimento del nostro corpo, possiamo interpretare ogni accento ed ogni suono della musica che danziamo.
Un poeta arabo sosteneva che quando una ballerina è in accordo con la musica, anche un sordo vedendola ballare potrebbe sentirne la melodia ed il ritmo.
E' importante quindi studiare bene questa danza in tutti i suoi aspetti e farsi guidare da insegnanti validi ma che allo stesso tempo diano spazio alle singole individualità e possibilità di ogni persona che si approccia alla danza.
Contrariamente a quanto si possa credere, anche l'uomo può essere un bravissimo ballerino nonché insegnante. Personalmente, colui che ritengo il mio insegnante spirituale è proprio un uomo. Lui danza i balli arabi maschili così come quelli femminili, interpretandoli in maniera sublime.
E chissà, forse dall'incontro dei due universi, Maschile e Femminile si può giungere ad una piena consapevolezza.
Avrei tante altre cose da raccontare, ma vorrei chiudere questa mia divagazione con una osservazione alla quale tengo molto.
Nell'immaginario comune la "danza del ventre" è spesso una danza volgare, una danza che serve a far scoprire la donna al fine di coglierne l'aspetto più negativo, le movenze a volte sono esagerate ed esasperano la forme del nostro corpo.
Personalmente vedo questa danza come un'arte, l'espressione di ciò che che abbiamo dentro di noi.
Chi danza può esprimere gioia, purezza, armonia, eleganza, felicità, tristezza, malinconia, sensualità.
Ogni età esprime qualcosa di diverso, è per questo che faccio danzare anche le bimbe e cerco di costituire gruppi molto eterogenei, in cui ognuno può scambiare sentimenti ed esperienze diverse e nei quali si può crescere e maturare dal confronto con gli altri.